2000 – 2010, Dieci anni Volley Valle dei Laghi

 

L’associazione sportiva “Volley Valle dei Laghi” ha festeggiato poco fa i suoi primi dieci anni di vita.
Nel lontano 2000 nasce questo club su iniziativa di Roberto Bressan e Patrizia Ruaben e da alcuni genitori con l’obiettivo di dare vita ad un attività sportiva al femminile.
Infatti nella Valle dei Laghi è ora la più consistente offerta sportiva per bambine e ragazze.
Nel 2000 si comincia con due squadre, un squadra “Under 15″ ed una “3^Divisione”.
Oggi, dopo dieci anni il club può vantare più di cento persone attive tra atlete, allenatori/trici, arbitri,
segnapunti e direzione organizzativa.

Nella stagione 2009/2010 le bambine e ragazze si allenavano in 6 squadre:
- da 7 a 10 anni Minivolley sotto la guida di Lorenzo Piazza
- Under 12 con Alessandro Lombardo
- Under 13 con Veronica Chistè
- Under 15 con Erica Lesa e Eleonora Comai
- 3^ Divisione con Roberto Bressan
- 2^ Divisione con Alessandro Lombardo e Roberto Bressan

Anche quest’anno il club presenterà 5 squadre al campionato provinciale: Under 13, Under 14, Under 16, 3° e 2° Divisione. La novità di quest’anno è l’arrivo di due nuovi allenatori: David Zancarli e Daniela Rizzolli, che daranno il loro prezioso contributo allenando la squadra Under16.
Come si può immaginare la creazione di una squadra ed una società dal nulla è fatto inizialmente di tanto lavoro e impegno con poche vittorie e parecchie sconfitte in campo.
Ma l’impegno e l’entusiasmo – e qui va una nomination speciale a Camillo Comai e Roberto Bressan, sempre presenti e disponibili – ha dato frutti con una costante crescita degli iscritti.
In questo sport lo spirito agonistico è importante ma non l’obiettivo principale. Il Volley Valle dei Laghi ha cercato di congiungere l’agonismo con il divertimento, col gioco e lo spirito di gruppo. Vedendo atlete che partecipavano dalle prime partite nel 2000 tornare ad allenarsi e giocare, nonostante che nel frattempo siano diventate mamme e da considerare una particolare soddisfazione per chi in questi anni ha creduto e lavorato per questa realtà sportiva.
Le attività del club non sono solo gli allenamenti e le partite ma anche l’organizzazione del ritiro annuale a fine agosto, che si svolge in località Pradèl a Molveno (quest’ anno con ben 50 partecipanti), dei tornei per il Minivolley con più di 50 bambine ospiti, ma anche di vari momenti di socializzazione e festa durante l’anno e per ultimo propone come novità incontri per giocare tra genitori e ragazze divertendosi insieme sotto rete.

Vogliamo presentare brevemente i nostri allenatori della scorsa stagione, li abbiamo chiesto del perché della loro passione per questo sport e del loro credo come allenatori.

Alessandro Lombardo
Allenatore dal 1979 con abilitazione 3°grado, conta una vasta esperienza in varie categorie (fino a squadre di categoria B2, ha allenato la rappresentativa trentina maschile).
“Della pallavolo mi entusiasma la continua sfida con me stesso, il cercare i propri limiti per spostarli più in là e migliorare come singolo atleta e come gruppo. Dopo aver giocato il passaggio di fare l’allenatore è più che naturale e ho avuto la fortuna di incontrare gente che mi ha fatto amare quest’attività, che non è certo facile. I migliori corsi di aggiornamento sono comunque sempre stati gli errori che ho fatto. Mi appassiona vedere i dettagli nei movimenti delle singole atlete e riuscire a permetterle di migliorare . Un buon allenatore deve conoscere bene quello che insegna, sia dal punto di vista motorio tecnico che psicologico. Vorrei che le ragazze potessero crescere come persone e come atlete con serenità e divertimento. La pallavolo insegna a stare in un gruppo, sentirsi parte di questo, essere disponibili con gli altri e qualche volta mettere da parte il proprio orgoglio – è un’occasione per solidificare il proprio equilibrio personale. Per il VVL vorrei avere più spazio nella palestra, per poter fare più allenamenti. Al momento abbiamo raggiunto il massimo possibile, infatti la palestra è praticamente sempre occupata.”

Roberto Bressan
Membro fondatore del club, è allenatore dal 1992 (2° grado) e segue la 2^ e la 3^ Divisione e come “buon padre di club” un po’ tutte le nostre squadre.
“La pallavolo è la mia passione, perché è un gioco di squadra molto tecnico senza contatto fisico con l’avversario, dove spicca anche la capacità di concentrazione del gruppo. Come allenatore per me l’obiettivo non è la perfezione ma comunque il continuo miglioramento. Mi piace vedere che la mia squadra cresce e la sfida per l’allenatore è trovare l’equilibrio fra l’individualità e il gioco di squadra ma anche e soprattutto l’equilibrio tra le atlete. In ogni caso ci vuole pazienza, perché i risultati non arrivano subito e questa pazienza è richiesta anche da parte dei genitori.
La pallavolo è un sport difficile e piuttosto sofisticato, dove ogni piccolo errore comporta un punto per l’altra squadra. Mi auguro che le nostre ragazze si ricordano sempre che sono riuscite a fare tante cose insieme, che sono cresciute insieme come gruppo. L’essere capace di lavorare in gruppo è una capacità che serve tutti giorni. Incontrando ex-atlete che si ricordano volentieri il tempo passato insieme, vedo che il nostro lavoro da i suoi frutti. Per il futuro della nostra associazione vorrei poter disporre di una palestra rinnovata e tanto tempo per allenare.”

Erika Lesa
Giocatrice con una vasta esperienza in varie squadre (cat. Max B2) e allenatrice dell’under 15 dal 2009. “Quant’è grande la mia passione per la pallavolo lo dice il fatto che già dopo tre settimane dalla nascita di mio figlio Raffaele sono tornata in palestra.
Quest’anno oltre a giocare ho iniziato la carriera di allenatrice con l’under 15. Ho scelto di iniziare a coprire questo ruolo perché vorrei poter trasmettere alle ragazze la mia passione per questo sport e le mie conoscenze frutto della mia esperienza come giocatrice e dalla fortuna di aver avuto dei bravi allenatori che porterò sempre nel mio cuore. Ecco cosa vorrei: rimanere nel cuore delle mie atlete, non per simpatia, ma per avergli insegnato la pallavolo, vista non solo come tecnica e gioco, ma anche come sport che educa alla vita. Essere l’allenatore non è per niente facile, essere anche giocatrice aiuta, ma il ruolo richiede anche capacità di relazione con le ragazzine, capire le loro difficoltà in genere, dire “brava” al momento giusto… servirebbe quasi una minilaurea in psicologia!!! Spero vivamente di diventare un buon coach e di riuscire a motivare le mie allieve in questo fantastico mondo della pallavolo! Spero anche di riuscire a continuare ad essere giocatrice tra un biberon e l’altro!”

Veronica Chistè
Giocatrice della nostra squadra dalla stagione 2001-2002, da quattro anni allena squadre del settore giovanile (Under 13, 14 e 15), abilitazione Allenatrice 1° grado.
“Perché mi piace la pallavolo? È come chiedermi perché mi piace la Nutella. Ma, a parte gli scherzi, credo che la pallavolo sia un sport di squadra davvero unico, uno sport dove giocando si impara a stare in un gruppo, all’interno del quale si raggiungono insieme vittorie e si affrontano insieme sconfitte. Giocare a pallavolo mi piace perché mi diverto e faccio movimento, ma soprattutto mi dà una carica di energia positiva e questo mi aiuta a scaricare le tensioni accumulate durante la giornata. Come allenatrice vorrei riuscire ad insegnare al meglio quello che ho imparato in questi anni di attività e al tempo stesso spero di essere in grado di trasmettere la grande passione per questo meraviglioso sport, non per ultimo credo di essere un aiuto alla nostra società sportiva.
Quando alleno la mia squadra cerco di dare gli stimoli giusti per affrontare le ore in palestra con entusiasmo e voglia di imparare, per insegnare a mettersi in gioco e perché no … ad acquisire uno spirito competitivo e vincente. Vorrei come allenatrice essere un esempio positivo dal punto di vista sportivo ed educativo, trasmettere fiducia durante le partite per affrontare anche i momenti di sconforto, insegnare rispetto per i propri compagni, allenatori e per le regole e sportività nei confronti degli avversari. Allenare mi gratifica quando durante le partite vedo la realizzazione di ciò che abbiamo provato in allenamento. Nel rapporto allenatore-atleta è davvero bello riuscire ad instaurare fiducia reciproca (anche se questo a volte non è facile …). Allenare mi aiuta anche nella crescita personale. Se avessi la bacchetta magica chiederei degli spogliatoi nuovi e soprattutto delle docce funzionanti.”

Lorenzo Piazza
Giocatore esperto ed educatore sportivo (ha frequentato Istituto Superiore di Educazione Fisica) segue le nostre piccole atlete del minivolley.
“Della pallavolo come minivolley mi piace prima di tutto l’aspetto socializzante, ludico e non agonistico. Il partire da zero e far crescere le bambine sia al punto di vista tecnico che psicologico. La soddisfazione per un allenatore del minivolley è vedere che vanno avanti a giocare, perché si è riuscito di creare l’equilibrio giusto tra soddisfazioni e nuove sfide, conservando la voglia di imparare, siccome la pallavolo è fatta anche di momenti di sconfitte e frustrazione. Un buon allenatore deve giostrare anche le dinamiche del gruppo passandosi su una solida competenza, non si può improvvisare. Come giocatore ho avuto la fortuna di fare parte di una squadra che partendo dal Under 13 è arrivato fino in Serie C1, e ancora oggi ci troviamo volentieri e siamo tutt’ora amici. Io non vedevo l’ora di andare all’allenamento. Dal punto di vista della società non posso chiedere di più, sono disponibili, se mi serve qualcosa lo ricevo, l’unica cosa migliorabile è certamente la palestra.”

Eleonora Comai
Giocatrice e allenatrice in formazione, segue l’Under 15 e la squadra della Coppa CSI Under 12.
“Da piccola vedevo sempre il cartone animato Mila e Shiro, che è ambientato nel mondo della pallavolo, e volevo essere come lei. La pallavolo mi piace perché bisogna avere attenzione per i particolari, è un sport preciso, dove un sbaglio anche di solo 30 cm è tanto, bisogna avere voglia di essere precisi. Ma nello stesso momento c’è voglia di buttarsi, di accogliere la sfida a distanza. Come allenatrice serve tanta lucidità e oggettività, un po’ di presunzione e anche il saper mentire. A volte si deve affrontare delle squadre più forti, sapendo che si va a perdere, e comunque si deve dire alle ragazze che possono farcela. Riuscire a trasmettere tranquillità e consapevolezza delle proprie capacità, saper coinvolgere e trasmettere entusiasmo e voglia di tornare subito in palestra, questo sono le sfide dell’allenatrice. Riuscire ad insegnare oltre alla tecnica di stare in campo tranquille senza paure e paranoie. Per la nostra associazione vorrei tanto lasciare in eredità un campionato regionale, che le ragazze del Under 13 di oggi potessero giocare in una squadra in Serie D o C, questo mi piacerebbe tanto.”